La stadiazione del cancro al polmone indica all'équipe curante quanto la malattia si è estesa e guida ogni decisione terapeutica. Dà anche a te e alla tua famiglia un'idea realistica di che cosa aspettarsi. La stadiazione moderna è più precisa che mai, e le terapie attuali hanno cambiato gli esiti in ogni stadio, soprattutto in quelli avanzati.
Indice
Due tipi principali: NSCLC e SCLC
Circa l'85% dei tumori polmonari è un carcinoma non a piccole cellule (NSCLC): adenocarcinoma, carcinoma squamocellulare o carcinoma a grandi cellule. Il restante 15% è carcinoma a piccole cellule (SCLC), che cresce più rapidamente e si tratta in modo diverso. Entrambi hanno una propria stadiazione, ma il NSCLC segue il sistema TNM descritto qui sotto.
Il sistema TNM
- T (tumore): dimensione e invasione locale (T1–T4)
- N (linfonodi): se il tumore ha raggiunto i linfonodi e quali (N0–N3)
- M (metastasi): se il tumore si è diffuso a organi distanti (M0 o M1)
Queste tre lettere si combinano in uno stadio complessivo (I–IV).
Stadio 0 — carcinoma in situ
Le cellule tumorali sono confinate allo strato superficiale del rivestimento delle vie aeree. La chirurgia o l'asportazione broncoscopica è curativa in quasi tutti i casi.
Stadio I — localizzato, senza linfonodi
Il tumore è piccolo (≤4 cm) e non ha raggiunto i linfonodi. Il trattamento standard è la chirurgia (lobectomia). Per i pazienti non operabili, la radioterapia stereotassica corporea (SBRT) ottiene risultati comparabili. Sopravvivenza a 5 anni: 68–92%.
Stadio II — tumore più grande o diffusione ai linfonodi vicini
Il tumore è più grande (4–7 cm) o si è esteso ai linfonodi ilari dello stesso lato. Il trattamento è la chirurgia seguita da chemioterapia adiuvante (e talvolta immunoterapia). Sopravvivenza a 5 anni: 53–60%.
Stadio III — localmente avanzato
Il tumore si è esteso più ampiamente nel torace — ai linfonodi mediastinici (N2 o N3) — o ha invaso le strutture vicine. Lo stadio III si suddivide in IIIA, IIIB e IIIC in base alla complessità. Il trattamento combina di norma chemioterapia, radioterapia e, dagli anni 2020, immunoterapia (il durvalumab dopo la chemioradioterapia è oggi lo standard). La sopravvivenza a 5 anni è salita al 26–36%, molto meglio rispetto a dieci anni fa.
Stadio IV — metastatico
Il tumore si è diffuso all'altro polmone, ai linfonodi distanti o ad altri organi (cervello, fegato, ossa, surreni). La guarigione è rara, ma è proprio nello stadio IV che si registrano i progressi più importanti. I test molecolari sono indispensabili: se il tumore presenta una mutazione EGFR, ALK, ROS1, KRAS G12C o un'altra alterazione bersagliabile, le terapie mirate in compresse possono controllare la malattia per anni. Nei tumori senza mutazione driver, l'immunoterapia da sola o in associazione alla chemioterapia ha portato la sopravvivenza mediana da 12 mesi (dieci anni fa) a 22–30 mesi. Alcuni pazienti vivono oltre 5 anni.
Che cosa significano davvero i dati di sopravvivenza
Le statistiche di sopravvivenza a cinque anni pubblicate sono medie costruite su pazienti diagnosticati 5–10 anni fa. Non riflettono le terapie di quest'anno. Se hai appena ricevuto la diagnosi, la tua prospettiva è probabilmente migliore di quella dei grafici. Ciò che conta di più: il tuo sottotipo specifico, i tuoi biomarcatori, le tue condizioni generali e l'équipe che ti cura.
Domande frequenti
Che cosa significano davvero T, N e M?
T descrive dimensione ed estensione locale del tumore, N se e quali linfonodi sono coinvolti, M se la malattia si è diffusa a organi distanti. Le tre lettere insieme danno il numero dello stadio, ed è la combinazione, più che una singola lettera, a determinare il trattamento.
Il cancro al polmone in stadio IV è ancora curabile?
Sì, ma «curabile» non è sinonimo di «guaribile». Le terapie mirate per le alterazioni di EGFR, ALK o ROS1 e l'immunoterapia nei tumori PD-L1-positivi hanno trasformato la malattia in stadio IV in una condizione con cui molti pazienti convivono per anni, con cure orientate al controllo della malattia e alla qualità di vita.
Lo stadio può cambiare dopo l'intervento?
Spesso sì. Lo stadio assegnato prima dell'intervento è clinico e si basa sull'imaging; lo stadio patologico deriva da ciò che il patologo trova nel tessuto e nei linfonodi asportati ed è il più accurato dei due. È anche quello che determina se dopo l'intervento sia consigliata la chemioterapia.
Servono test sui biomarcatori prima di iniziare il trattamento?
Nel carcinoma polmonare non a piccole cellule sì. Lo stato di EGFR, ALK, ROS1, BRAF, KRAS e PD-L1 può cambiare completamente il trattamento di prima linea, e una compressa può sostituire la chemioterapia. Chiedi se è stato eseguito un pannello completo e richiedi una copia del referto.
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